STRATEGIE PER CATTURARE L'ATTENZIONE

IL SISTEMA DI ATTIVAZIONE RETICOLARE (SAR) E LA DINAMICA DEI PROCESSI ATTENTIVI NELL'ERA MODERNA


Il sistema di attivazione reticolare (SAR) è un distretto del nostro cervello che si origina dalla sommità della colonna vertebrale estendendosi verso l'alto per alcuni centimetri. Un insieme di nuclei interconnessi che si trovano in tutto il tronco encefalico. Tutti i nostri sensi (tranne l'olfatto) sono collegati direttamente a questo fascio di neuroni delle dimensioni inferiori a quelle di un mignolo che si estendono dalla parte superiore del mesencefalo alla parte inferiore del midollo allungato (Purves, Dale (2011). Neuroscience (5. ed.). Sunderland, Mass .: Sinauer. pagg. 390–395)

A livello funzionale il SAR costituisce una specie di potente filtro che fa in modo che il nostro cervello non debba affrontare più informazioni di quante non ne possa gestire. Pertanto, il sistema di attivazione reticolare gioca un ruolo importante nel modo in cui processiamo le informazioni sensoriali che percepiamo durante l'arco della giornata. I neuroni della formazione reticolare, in particolare quelli del sistema di attivazione reticolare ascendente, svolgono un ruolo cruciale nel mantenere l' eccitazione comportamentale e la coscienza.


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Questo piccolo pezzettino di materia cerebrale è responsabile del filtraggio delle enormi quantità di informazioni che i nostri organi sensoriali inviano costantemente ai nostri sistemi attentivi. Il SAR selezione le informazioni più importanti per la nostra mente cosciente indicandogli ciò a cui è più necessario prestare attenzione. Perché abbiamo bisogno di questo selezionatore automatico? Gli stimoli che ci arrivano dall'esterno sono in eccesso per le nostre capacità, è necessario ridimensionarle prima che arrivino all'interno dei nostri processi cognitivi veri e propri. Il bombardamento sensoriale al quale siamo sottoposti è stato ampiamente studiato: già nel 2008 L’università della California calcolava che l’individuo medio si trovava esposto a circa 34 gigabyte di contenuti ogni giorno. Le parole che arrivano, in varie forme, alla soglia della nostra mente sono oltre le centomila. Consideriamo che la mente umana può elaborare un massimo di 120 bit di informazione al secondo. Non è male come potenza di processore, ma una normale conversazione da sola consuma circa un terzo di questa potenza di calcolo. Sfortunatamente si è potuto constatare che al crescere della pressione stimolo-sensoriale la nostra capacità di stare attenti diminuisce. Uno studio svolto da Microsoft nel 2016 attesta che, rispetto all’anno 2000, la finestra temporale d’attenzione per chi sta in rete si è ridotta di un terzo: se in precedenza di trattava di 12 secondi, oggi smettiamo di stare attenti dopo soli 8 secondi. Per chi si occupa di social media e advertising capire come funzionano i processi della nostra attenzione risula essere di grande importanza.


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I nostri sensi forniscono costantemente così tante informazioni al nostro cervello che non possiamo assolutamente svolgere un compito così difficile in modo cosciente e attivo. Il nostro RAS rileva ciò su cui ci concentriamo e crea un filtro per esso. Quindi passa in rassegna i dati e presenta solo i pezzi di informazione che sono più importanti per il nostro sistema cognitivo. Tutto questo accade senza che ce ne accorgiamo minimamente.

Questo procedimento è alla base della strutturazione delle nostre convinzioni: il RAS cerca informazioni in grado di convalidare le nostre convinzioni. Filtra il mondo attraverso i parametri che gli forniamo e le nostre convinzioni modellano quei parametri. Se pensiamo di non essere call'altezza di parlare in pubblico in un congresso o in una sala riunioni, probabilmente questo si verificherà davvero. Se riteniamo di svolgere il nostro lavoro in modo efficiente, molto probabilmente sarà davvero così. Il RAS ci aiuta a vedere cosa vogliamo vedere e, nel farlo, influenza le nostre azioni.


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In parole il S.A.R. si occupa di farci notare le cose che desideriamo, ci permette di fare attenzione alle cose che abbiamo deciso essere più importanti per noi e infine ci permette di trovare con maggiore intensità e qualità le strade che realizzano i nostri “sogni” o obbiettivi: quando siamo focalizzati su qualcosa in particolare siamo anche più predisposti a trovare soluzione per ottenerlo. Possiamo allenare il nostro SAR grazie alla neuroplasticità del nostro cervello. Possiamo utilizzare diversi metodi in grado di permettere lo sviluppo delle nostre particolarità attentive: focalizzazione del pensiero, tecniche di visualizzazione, sviluppo delle funzioni auditive ambientali per strati di profondità, meditazione e molto altro ancora. In sintesi possiamo aiutarci a migliorare noi stessi semplicemente pensandoci nel modo giusto.



Michele Micheletti








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