RIFLESSIONI SULLA FELICITÁ

QUANDO PENSI DI ESSERE FELICE E INVECE SEI SOLO EGOISTA: LO DICE ARISTOTELE!


La felicità è uno stato emotivo caratterizzato da sentimenti di gioia, soddisfazione e appagamento. Sebbene la felicità abbia molte definizioni diverse, possiamo descriverla come coinvolgente stato di liberazione di emozioni positive e soddisfazione della vita.

Poiché la felicità assume un significato dal carattere molto ampio, gli psicologi e altri scienziati sociali usano tipicamente il termine "benessere soggettivo" quando parlano di questo stato emotivo. Questo benessere soggettivo tende a concentrarsi sui sentimenti personali generali di un individuo riguardo alla sua vita nel presente.



Aristotele definiva la felicità come lo stato della propria auto-realizzazione. Noi siamo d'accordo su questo punto, è una definizione che ci convince. Vogliamo però scendere nel dettaglio. Due sono gli aspetti che concorrono allo stato di felicità e che dobbiamo davvero prendere in considerazione per tracciare il nostro personale profilo relativo a questa condizione di esistenza: l'equilibrio delle emozioni e la soddisfazione della vita.


Disponiamo di potenti energie relazionali che non sappiamo utilizzare perché nessuno ci ha mai spiegato come fare. Le tecniche di comunicazione risultano poco efficaci se non vengono depositate su di una solida base di carattere personale: per una comunicazione nuova serve, in definitiva, un essere umano nuovo.


ACQUISTA ADESSO COMUNICAZIONE EVOLUTIVA di Michele Micheletti https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__comunicazione-evolutiva-micheletti-libro.php?id=186533


L'equilibrio delle emozioni: tutti sperimentano emozioni, sentimenti e stati d'animo sia positivi che negativi. La felicità è generalmente legata all'esperienza di sentimenti più positivi che negativi e all'abilità evolutiva di conservarli.


Soddisfazione della vita: questa dimensione si riferisce a quanto ci sentiamo soddisfatti nelle diverse aree della nostra vita: le relazioni, il lavoro, l'amore, i risultati e altre cose che consideriamo davvero importanti secondo la nostra scala dei valori presenti in un certo momento della nostra esistenza.


Recuperiamo anche la distinzione fatta da Aristotele tra due diversi tipi di felicità: hedonia ed eudaimonia.

Hedonia: la felicità edonica deriva dal piacere (feel good). Molto spesso è associata al fare ciò che fa sentire bene, alla cura di sé, alla realizzazione di desideri, al provare piacere e al provare un senso di soddisfazione. Riguarda quindi la proiezione su sé stessi.

Eudaimonia: questo tipo di felicità deriva dalla ricerca di virtù e significato (feel purpose). Componenti importanti del benessere eudaimonico, inclusa la sensazione che la vita abbia un significato, un valore e uno scopo. È una condizione associata più all'adempimento delle responsabilità, all'investimento in obiettivi a lungo termine, alla preoccupazione per il benessere delle altre persone e al rispetto degli ideali personali.


RESTIAMO IN CONTATTO, ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER PER NON PERDERE I NOSTRI ARTICOLI E LE NOSTRE INIZIATIVE: https://www.onevolution.net/contatti-x



Hedonia ed eudemonia sono oggi più comunemente conosciute in psicologia come piacere e significato, rispettivamente. La ricerca suggerisce che le persone felici tendono a classificarsi piuttosto in alto sulla soddisfazione di vita eudaimonica e meglio della media sulla loro soddisfazione di vita edonica.

Alcune attività possono essere sia piacevoli che significative, mentre altre potrebbero orientarsi di più in una modalità o nell'altra. Ad esempio, fare volontariato per una causa in cui crediamo potrebbe essere più significativo che piacevole. Guardare il nostro programma televisivo preferito, d'altra parte, potrebbe classificarsi più in basso nel significato e più in alto nel piacere.


Una ricercatrice dell'Università di Ottawa Veronika Huta spiega in dettaglio le differenze tra gli orientamenti edonici ed eudaimonici nella vita (e nel lavoro). Hedonia riguarda il piacere, il divertimento, la soddisfazione e l'assenza di angoscia. Per quanto riguarda la Eudaimonia la storia diventa più complessa e concorrono ad essa molti fattori:

  • autenticità: chiarire il proprio vero sé e i valori profondi, rimanere in contatto con essi e agire in accordo con essi;

  • significato: comprendere un quadro più ampio, relazionarsi ad esso e contribuire ad esso. Ciò può includere aspetti più ampi della propria vita o identità, uno scopo, il lungo termine, la comunità, la società, persino l'intero ecosistema;

  • eccellenza: ricerca di una qualità più elevata e standard più elevati nel proprio comportamento, prestazioni, risultati ed etica;

  • crescita personale: autorealizzazione, realizzazione del proprio potenziale e perseguimento di obiettivi personali; crescita, ricerca di sfide e maturazione come essere umano.

Vediamo a che cosa si associano queste due definizioni per capire in profondità questa importante distinzione.


Disponiamo di potenti energie relazionali che non sappiamo utilizzare perché nessuno ci ha mai spiegato come fare. Le tecniche di comunicazione risultano poco efficaci se non vengono depositate su di una solida base di carattere personale: per una comunicazione nuova serve, in definitiva, un essere umano nuovo.


ACQUISTA ADESSO COMUNICAZIONE EVOLUTIVA di Michele Micheletti https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__comunicazione-evolutiva-micheletti-libro.php?id=186533


HEDONIA: bisogni fisici ed emotivi; desiderio, cosa ci fa sentire bene, prendere per se stessi, adesso, facilità, diritti, piacere, auto-nutrimento e cura di sé, prendersi cura dei propri bisogni e desideri, rivolto tipicamente nel presente o nel prossimo futuro, raggiungere la pace personale, energia e gioia.


EUDAIMONIA: valori e ideali cognitivi, cura, ciò che sembra giusto, dare, costruire, qualcosa di più ampio, a lungo termine, sforzo, responsabilità, elevazione, coltivare, donarsi, investire in un aspetto più ampio del sé, in un progetto a lungo termine, qualità, correttezza, contesto, benessere degli altri.


CONCLUSIONI

Per concludere, è importante dire che entrambi i percorsi verso la felicità non si escludono a vicenda. Le esperienze significative possono sicuramente portare piacere e il prenderci cura di noi stessi può certamente aggiungere significato alla nostra vita. Come sempre il segreto è il bilanciamento, il raggiungimento e la costruzione di un centro di gravità permanente che ci consenta di progredire in una condizione di flusso bilanciata.

Pertanto, dobbiamo anche astenerci dall'identificare la ricerca dell'hedonia con la superficialità. Ma ne siamo proprio sicuri, cosa ne pensate?


Michele Micheletti è nato a Pisa nel 1969, è un coach professionista, formatore, consulente e docente nell’ambito della comunicazione efficace e del marketing da oltre venti anni. La sua provenienza dal settore della vendita e del marketing lo portano a definirsi uno “specialista della comunicazione”. Svolge attività di formazione in tutta Italia tenendo serate, conferenze e corsi sui temi della relazione interpersonale, dell’evoluzione personale e delle loro strette implicazioni.

Riferimenti:

34 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti