Perché non riusciamo ad ascoltare quando gli altri ci parlano

Dieci buoni consigli da mettere in pratica




Ho appena finito di parlare con una persona che si è rivolta a noi per cercare di capire come mai la sua comunicazione relazionale non funzioni. Si tratta di una situazione che vediamo spesso occupandoci di questi aspetti e sappiamo che quando questo accade anche il proprio business ne risente direttamente. Questo crea i primi caratteri di allarme e quindi cominciamo a preoccuparci.


Essenzialmente la problematica si radica nell'incapacità di ascoltare attivamente le persone con le quali parliamo. Ci preoccupiamo della struttura del nostro discorso ma ci dimentichiamo completamente di ascoltare le necessità dell'altro: isolandoci ci allontaniamo dalla possibilità di creare una frequenza comune in grado di farci risuonare l'uno nell'altro.

Quando smettiamo di orientarci all'altro, alle sue necessità, alla sua natura di essere umano che vuole essere riconosciuto come tale perdiamo la nostra più grande occasione di creare un ponte di intesa comune.


L'ascolto è un'arte difficile, prevede l'intercettazione da parte del conduttore della comunicazione dei segnali a "bassa frequenza" celati nel linguaggio profondo dell'interlocutore che emergono dalla razionalità del linguaggio di superficie. Per poter cogliere queste sfumature è necessario saper fare ottime domande in grado di aprire le profondità della persona con la quale dialoghiamo.


Lo psicologo e ricercatore sociale australiano Hugh Mackay (Le 10 leggi della comunicazione umana) è diventato il punto di riferimento per l'industria delle pubbliche relazioni e della comunicazione relazionale in generale. Questo insieme di regole e massime possono aiutarci a migliorare la comunicazione tra noi e i nostri clienti.


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10 REGOLE PER LA BUONA COMUNICAZIONE


1. Non è ciò che il nostro messaggio fa all'ascoltatore, ma ciò che l'ascoltatore fa con il nostro messaggio, che determina il nostro successo come comunicatori.


2. Gli ascoltatori interpretano generalmente i messaggi in modo da renderli comodi e sicuri.


3. Quando gli atteggiamenti delle persone vengono attaccati direttamente, è probabile che quelle stesse persone difendano tali atteggiamenti e, nel processo, li rafforzino.


4. Le persone prestano maggiore attenzione ai messaggi che sono rilevanti per le proprie circostanze e il proprio punto di vista.


5. Le persone che si sentono insicure in una relazione difficilmente possono essere dei buoni ascoltatori.


6. Le persone sono più propense ad ascoltarci se ascoltiamo anche loro.


7. Le persone hanno maggiori probabilità di cambiare in risposta a una combinazione di nuove esperienze e comunicazioni rispetto alla sola comunicazione.


8. Le persone sono più propense a sostenere un cambiamento che li riguarda se vengono consultati prima che venga apportata la modifica.


9. Il messaggio in ciò che viene detto sarà interpretato alla luce di come, quando, e dove e da chi è detto.


10. La mancanza di autocoscienza e riluttanza a risolvere i nostri conflitti interni rende più difficile per noi comunicare con altre persone.


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Non ci resta che provare ad applicare queste dieci regole di buona condotta della comunicazione e vedere che effetto ci fanno fare sugli altri. Good Vibes!


“Ten Laws of Human Communication”

By Hugh Mackay, Why Don’t People Listen? (1994)



Michele Micheletti

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