PER IMPARARE E RICORDARE BASTA IL SONNO

Consolidare in modo stabile e organizzato nella nostra memoria a lungo termine, dati, insegnamenti e istruzioni di cui poi dobbiamo servirci, potrebbe essere più "facile" di quanto pensiamo se riusciamo a seguire le regole della memoria e la fisiologia del nostro sistema cerebrale.

La nostra memoria si divide in tre unità principali che lavorano a stretto contatto tra di loro concorrendo all'elaborazione e al recupero dei dati esperienziali immagazzinati. Tuttavia questo complesso sistema di intercettazione-elaborazione-stoccaggio, a causa dell'enorme quantità di stimoli ai quali siamo quotidianamente sottoposti, deve necessariamente compiere delle scelte prioritare per distinguere tra informazioni prioritarie e secondarie trasportando quelle più importanti nella nostra memoria a lungo termine dalla quale possiamo poi recuperarle. Informazioni che non usiamo per molto tempo, anche se ben organizzate nella memoria a lungo periodo, tendono a essere dimenticate interamente o parzialmente per far spazio a nuove informazioni da riorganizzare e utilizzare. Il primo circuito di elaborazione della memoria è rappresentato dalla memoria sensoriale la quale processa gli stimoli di ordine visivo, auditivo e cenestisico che provengono dall'ambiente circostante. Il loro perdurare all'interno di questo circuito varia da poche frazioni di secondo, si pensi a ciò che vediamo o sentiamo mentre percorriamo una strada in macchina (cartelli, suoni, pubblicità, messaggi alla radio, cose che accadono ai lati della strada, etc), a qualche secondo (un volto che incrociamo passeggiando che ci colpisce, etc.). Solo alcuni dei centinaia di migliaia di stimoli processati dalla memoria sensoriale arrivano ala memoria di lavoro. Questa ha la caratteristica di analizzare e processare solo pochi elementi al minuto, tutto il resto viene scartato. Buona parte del marketing moderno si gioca in questa semplice fase di scambio e travaso di informazioni attentive tra la memoria sensoriale e quella di lavoro. Tutta la fatica fatta dagli esperti di marketing e di comunicazione nel tentativo di generare stimoli sensoriali e emotivi diversificati rispetto alla propria concorrenza, consiste nel trovare un modo efficace di far si che il cervello dei clienti possa agganciare il messaggio-stimolo sensoriale per farlo passare nella memoria di lavoro e poi in quella a lungo termine senza essere scartato dal sistema di vaglio dell'importanza delle informazioni in ingresso. La memoria a lungo termine si occpura di trattenere i segnali processati dalle prime due centrali di elaborazione al fine di richiamarli quando se ne presenta la necessità.

I ricordi non sono strutturati in modo indeformabile. Recentemente è stato dimostrato che quando un ricordo viene richiamato dalla MLT esso entra in una fase di condizione labile in cui la struttura neurale ad esso collegata diventa modificabile. In questa situazione il ricordo può essere diminuito o aumentato o cambiato dalle nuove informazioni che arrivano dalle altre due memorie. I ricordi che vengono richiamati più volte per periodi lunghi tendono a essere consolidati in forma stabile. Questo processo di consolidamento, il far passare le informazioni elaborate dalla memoria di lavoro a quella a lungo termine non in forma labile ma consolidata, è favorito dal sonno. L'attività del dormire concorre al consolidamento dell'esperienza e dell'insegnamento. L'acquisizione si riferisce all'introduzione di nuove informazioni nel cervello. Il consolidamento rappresenta i processi mediante i quali una memoria diventa stabile. Il richiamo si riferisce alla capacità di accedere alle informazioni (consciamente o inconsciamente) dopo che sono state memorizzate. Ciascuno di questi passaggi è necessario per il corretto funzionamento della memoria. L'acquisizione e il richiamo avvengono solo durante la veglia, ma la ricerca suggerisce che il consolidamento della memoria avviene durante il sonno attraverso il rafforzamento delle connessioni neurali che formano i nostri ricordi. Sebbene non vi sia consenso su come il sonno renda possibile questo processo, molti ricercatori ritengono che le caratteristiche specifiche delle onde cerebrali durante le diverse fasi del sonno siano associate alla formazione di particolari tipi di memoria.


Le prime ricerche sul sonno e sulla memoria si sono concentrate sulla memoria dichiarativa , che è la conoscenza di informazioni basate sui fatti, o "cosa" sappiamo (ad esempio, la capitale della Francia, o quello che anniamo mangiato per cena ieri sera). In uno studio di ricerca, è stato osservato che le persone impegnate in un corso intensivo di una lingua straniera mostrano un aumento del sonno con movimenti rapidi degli occhi o sonno REM. Questa è una fase del sonno in cui il sogno si verifica più frequentemente. Gli scienziati hanno ipotizzato che il sonno REM abbia svolto un ruolo essenziale nell'acquisizione di materiale appreso. Ulteriori studi hanno suggerito che il sonno REM sembra essere coinvolto nei processi di memoria dichiarativa se l'informazione è complessa ed emotivamente carica, ma probabilmente non se l'informazione è semplice ed emotivamente neutra. La ricerca si è anche concentrata sul sonno e sul suo ruolo nella memoria procedurale , il ricordare "come" fare qualcosa (ad esempio, andare in bicicletta o suonare il pianoforte). Il sonno REM sembra giocare un ruolo fondamentale nel consolidamento della memoria procedurale. Anche altri aspetti del sonno giocano un ruolo: l'apprendimento motorio sembra dipendere dalla quantità di fasi più leggere del sonno, mentre alcuni tipi di apprendimento visivo sembrano dipendere dalla quantità e dai tempi sia del sonno profondo, a onde lente (SWS), che della fase REM.


Quando siamo privati ​​del sonno, le nostre capacità di concentrazione, attenzione e vigilanza si attenuano, rendendo più difficile il recepimento di informazioni. Senza un sonno e un riposo adeguati, i neuroni sovraccarichi non possono più funzionare per coordinare correttamente le informazioni e perdiamo la nostra capacità di accedere alle capacità apprese in precedenza. Inoltre, la nostra interpretazione degli eventi potrebbe essere influenzata. Perdiamo la nostra capacità di prendere decisioni corrette perché non possiamo più valutare accuratamente la situazione, pianificare di conseguenza e scegliere il comportamento corretto. Il giudizio risulta compromesso.



Michele Micheletti

ON EVOLUTION



Riferimenti:

http://healthysleep.med.harvard.edu/healthy/matters/benefits-of-sleep/learning-memory

Schacter, D. L., Gilbert, D. T., & Wegner, D. M. (2014). Psicologia generale. Bologna: Zanichelli

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