PER IMPARARE E MIGLIORARE DEVI USCIRE DALLA TUA ZONA DI COMFORT

Non possiamo avere successo da soli, tutto dipende dal nostro network di relazioni e da come interagiamo con esso nelle dinamiche lavorative

Dobbiamo parlare in pubblico, ma le nostre ginocchia si piegano ancor prima di prendere la parola. Vogliamo espandere la nostra rete di contatti e ottimizzare le nostre relazioni interpersonali, ma l'idea di incontrare e dover parlare con estranei ci crea tensione e stati di angoscia. Parlare in modo sicuro durante le riunioni lavorative migliorerebbe la nostra reputazione sul lavoro, ma abbiamo paura di dire cose sbagliate o inappropriate.


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Situazioni come queste, importanti dal punto di vista professionale ma terrificanti sul versante personale, sono purtroppo molto frequenti. Una facile risposta a queste situazioni è l'evitamento. Nessuno vuole sottoporsi a carichi di ansia eccessivi e a bagni di sudore involontari ma il vero problema è che questi compiti non sono solo spiacevoli, sono anche necessari. Man mano che cresciamo professionalmente e apprendiamo nel nostro lavoro e nelle nostre carriere, siamo costantemente di fronte a situazioni in cui dobbiamo adattare il nostro comportamento. È semplicemente una realtà del mondo in cui lavoriamo oggi. E senza l'abilità e il coraggio di fare il salto, possiamo perdere importanti opportunità di avanzamento. Come possiamo, noi professionisti, smettere di costruire la nostra carriera evitando questi compiti spiacevoli, ma professionalmente benefici? Come fare per resettare il nostro stato d'ansia che inevitabilmente ci limita?


La presenza di una rete di relazioni consapevole e la presenza di capitale relazionale sono indici di apertura aziendale, e della capacità di interagire e leggere l’ambiente circostante. In generale, vale la proporzione tra qualità delle interazioni e capacità innovativa: tanto più si sviluppano capacità comunicative e linguaggi comuni, tanto più si agevolano il trasferimento e la metabolizzazione di conoscenze in capacità innovativa.(https://www.pmi.it/impresa/business-e-project-management/articolo/6573/la-capacita-di-networking-in-azienda.html)


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Il network relazionale, il patrimonio di relazioni sviluppate da un individuo durante la sua esperienza di vita e di lavoro, è una risorsa di assoluta importanza per chi fa impresa.

Non solo non si fa imprenditoria da soli – meglio partire da subito con un team di alcuni soci – ma non la si fa isolati, cioè senza connessione con l’ecosistema imprenditoriale, l’insieme di aspiranti imprenditori, di istituzioni che supportano le nuove attività economiche, di incubatori e acceleratori, di Pmi innovative e grandi aziende, di banche e investitori privati e così via. Quali sono le necessità d'impresa importanti:

aumentare il numero di contatti con altri imprenditori (dimensione della rete);

coltivare relazioni con ambienti sociali differenziati (eterogeneità della rete);

consolidare la componente istituzionale del network (formalità della rete).

(https://nova.ilsole24ore.com/frontiere/linnovatore-e-il-suo-networking/)


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Realizzare un network efficace passa inevitabilmente da una capacità comunicativa spiccata e concreta che mira alla realizzazione dei legami e alla soddisfazione reciproca. Per attivare quanto abbiamo visto occorre una capacità di esprimere le propeie idee e i propri concetti in pubblico in modo assertivo e rilassato. Pensiamo anche semplicemente al fatto di doversi presentare per spiegare chi siamo, cosa facciamo e come lo facciamo. Proviamo a pensarci. Riusciamo a fare questo nel breve arco di un minuto? La chiarezza espositiva passa dalla nostra chiarezza mentale e da un frequente allenamento all'eloquio pubblico che prevede una costante uscita dalla nostra zona di comfort.


ESSERE ONESTI CON NOI STESSI

Quando abbiamo rifiutato l'opportunità di parlare a una grande conferenza di settore, è stato davvero perché non avevamo tempo o perchè abbiamo avuto paura di salire sul palco e presentare? E quando non abbiamo affrontato apertamente quel collega che ci stava ostacolando, era davvero perché pensavamo che alla fine avrebbe desistito o perché eravamo terrorizzato dal conflitto che ne sarebbe potuto scaturire?

Facciamo un inventario delle scuse che tendiamo a fare per evitare situazioni al di fuori della nostra zona di comfort e chiediamoci se sono veramente legittime. Se qualcun altro ci presentasse le stesse motivazioni sul loro comportamento, vedremmo queste come scuse o motivi legittimi per rifiutare? La risposta non è sempre chiara, ma non saremo mai in grado di superare l'inerzia senza essere onesti in primo luogo sulle nostre motivazioni.


RESTIAMO IN CONTATTO: https://www.onevolution.net/contatti-x PERSONALIZZARE IL COMPORTAMENTO

Ci conviene identificare velocemente le situazioni che ci danno minore problematicità relazionale garantendoci una dose maggiore di auto-fiducia. Potremmo, ad esempio, avere difficoltà a fare quattro chiacchiere in generale su tematiche ad ampio spettro, ma potremmo essere molto bravi a parlare di qualcosa ad argomento specifico che conosciamo molto bene. Oppure potremmo avere difficoltà a fare rete di conoscenze durante eventi grandi e strutturati ma non quando ci troviamo in situazioni più piccole e familiari. Seguiamo giornalmente persone che lottano per uscire dalle loro zone di comfort in ambito lavorativo e nella vita di tutti i giorni, quello che abbiamo capito è che spesso abbiamo un margine di manovra molto più di ampio di quanto crediamo per rendere l'uscita dalla zona di confort meno terrificante. Possiamo trovare un modo per modificare ciò che dobbiamo fare rendendolo appetibile da eseguire modellando le situazioni in modo da ridurre al minimo il disagio. Ad esempio, se odi parlare con grandi gruppi in ambienti rumorosi, trova un angolo tranquillo all'interno di quella situazione per parlare con i diretti interessati. Spesso ridurre la pressione legata alla dimensione del gruppo e all'importanza del contesto risulta essere determinante nella "cura" dell'evitamento.


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FARE IL GRANDE PASSO

Per uscire dalla zona di comfort esiste una facile e chiara regola generale: devi farlo, anche se è scomodo. Dobbiamo strutturare sistemi di abitudini che ci costringano a fare il passo e scopriremo che ciò di cui inizialmente avevamo paura non era poi così male come pensavamo. Iniziare con piccoli passi. Invece di parlare subito a un evento di settore, prova prima a fare un corso di public speaking e poi programma piccoli interventi in pubblico che ti consentano di fare pratica in modo da capire le dinamiche del pubblico. Invece di fare un intervento nella sala del consiglio di amministrazione, davanti ai nostri colleghi più anziani, iniziamo parlando in incontri più piccoli con i nostri colleghi per vedere come ci si sente.

(https://hbr.org/2016/07/if-youre-not-outside-your-comfort-zone-you-wont-learn-anything?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_campaign=hbr&fbclid=IwAR1wMeZ_BEyhIB0JTtMI9ybKvW4aq_7zHw0Ma8eCXt5K-zrkZhpJMI0Suv8)


RESTIAMO IN CONTATTO: https://www.onevolution.net/contatti-x Creare rapporti e relazioni professionali (comunemente detto anche “fare network”) è un'attività, ma anche un'abilità, cruciale per il successo. Costruirsi una rete di relazioni significa far ricorso a un insieme di connessioni, cioè a soggetti che hanno a loro volta una gamma di conoscenze funzionali al raggiungimento degli obiettivi professionali o sociali. Le relazioni vanno alimentate, o si spengono diventando inutili. Non si può pensare di essere in relazione con una persona se la si vede o si sente una volta all’anno: è necessario trovare le occasioni per vedere più e più volte chi ritenete debba far parte del vostro network.

Inoltre è fondamentale ampliare le conoscenze anche per non rimanere fossilizzati a punti di vista che potrebbero diventare obsoleti, con i tutti i danni che ne conseguono. Frequentando regolarmente gli individui con cui possiamo intrattenere rapporti di business ci offre la possibilità di entrare in intimità con loro e di valutarli seriamente: anche imparare a evitare chi non è affidabile è importante. La comunicazione, come sempre, è tutto.


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Michele Micheletti

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