Le cinque leggi fondamentali della stupidità



“Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda. Infatti, a causa della stupidità della maggioranza degli uomini, è molto più probabile che un giudizio diffuso sia sciocco piuttosto che ragionevole.” Bertrand Russel

Il termine stupidità deriva dal verbo latino stupēre che nella trasposizione in italiano ha due accezioni distinte: una riguarda chi è "stupito", in una condizione cioè d'incapacità o passività, indotta da stupore; l'altra, riferita allo "stupido" esprime una condizione duratura di "incapacità" e "lentezza" nel comprendere (Wikipedia).

Lo storico Carlo Maria Cipolla autore di un ironico saggio sulla stupidità indicava una caratteristica dello stupidità in quella di causare «un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita»

La stupidità non è, come spesso si ritiene, semplicemente una mancanza o un'assenza di intelligenza - la quale sarebbe più simile alla demenza, un disturbo acquisito e con base organica - è proprio il suo contrario. Sempre Cipolla ha voluto rendere graficamente la caratteristica della stupidità su di una base relazionale per mettere in guardia il prossimo sulla perdita di tempo e risirse che lo stupido è in gradi di causare ad un'altra persona più o meno consapevolmente.



Lo schema permette di dividere le persone in quattro categorie, secondo l’effetto del loro comportamento.

L'asse orrizzontale rappresenta il vantaggio (o svantaggio) che una persona ottiene dalle proprie azioni.

L'asse verticale rappresenta il beneficio (o danno) causato ad altri dalle azioni di quella persona.

Le quattro categorie sono:

Intelligenti (il loro comportamento causa vantaggio per sé e benefici per gli altri)

Sprovveduti (il loro comportamento causa danno per sé e benefici per gli altri)

Banditi (il loro comportamento causa vantaggio per sé e danni per gli altri)

Stupidi (il loro comportamento causa danno per sé e danni per gli altri)



Le cinque leggi fondamentali della stupidità


Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.

La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.

Una persona è stupida se causa un danno a un’altra persona o ad un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno.

Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide; dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce infallibilmente un costoso errore.

La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.

(http://unifiedtao-it.blogspot.com/search/label/GDPs?updated-max=2011-10-11T05:42:00-07:00)

Detto questo adesso passeremo i prossimi anni a cercare di capire a quale delle appena esaminate categorie dobbiamo ritenerci fortunati di appartenere annaspando nel tentativo di farsene una ragione.

« Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana. Della prima non sono sicuro. » Albert Einstein

Michele Micheletti





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