LA NUOVA LEADERSHIP

IL VERO TALENTO DEL LEADER


Nell’attuale era della complessità, dell’ipervelocità, del progresso tecnico e tecnologico tutti i tipi di organizzazione devono sempre di più la loro riuscita positiva alla valorizzazione del capitale umano. La professionalità attuale, sia di coloro che rivestono ruoli di responsabilità sia di coloro che partecipano ai processi produttivi, si delinea come una professionalità “integrata” fatta non solo di abilità legate al saper fare ma anche a qualità e valori personali legati al saper essere. Lo sforzo creativo è quello di far rinascere l’“essere dell’uomo” e la professionalità viene quindi ad assumere una valenza positiva, una opportunità di crescita per l’individuo.

Oggi, è cambiato il rapporto spazio-tempo ed i mutamenti epocali avvengono giorno dopo giorno e con sempre maggiore rapidità, costringendoci ad un adeguamento “forzato” mentre biologicamente e culturalmente il tempo di assorbimento del cambiamento rimane più lento, con ritmi differenti. Come si evince dal libro di Bellandi Il talento del leader, l’uomo nel nuovo millennio dovrebbe avere fra le sue attitudini: lo spirito filosofico (il filosofo è lo specialista dell’universale) per capire lo scenario della complessità; la propensione scientifica, articolata sulle percezioni, le probabilità, le certezze; il senso della realtà, che si sviluppa a contatto con il quotidiano; la creatività, che spinge lo spirito a rinnovarsi. Risorse chiave sono infatti: i concetti, l’immaginazione per innovare, le competenze, la professionalità per operare, i collegamenti, l' apertura per collaborare perché le gerarchie divengano network.


La sfida dei nuovi leader è quella di saper creare uno “spazio emotivamente inclusivo” in cui ognuno veda la possibilità di poter dare il suo contributo creando cooperazione e nuove sinergie. Le stesse emozioni sono una fonte inesauribile di potenza esplosiva: le persone di fatto, più che dalla ragione, sono più trascinate nei comportamenti e coinvolte personalmente negli eventi di lavoro e di vita dalle emozioni e quindi dalle proprie visioni (si veda in proposito la dicotomia residui/derivazioni di V. Pareto).


Cosa significa quindi avere leadership oggi?

Oggi significa essere pionieri, persone capaci di capire, anticipare e progettare il futuro, comunicando visioni, passioni e voglia di vincere le sfide di una società in rapido e imprevedibile cambiamento, responsabilizzando gli altri e responsabilizzandosi, nella convinzione che il successo professionale è la conseguenza di un agire etico.

La complessità esige complessità: per gestire la complessità esteriore è necessario dialogare con la complessità interiore dell’uomo. Oltrepassando i concetti di genere (maschio/femmina), cercando di analizzare la “persona” come essere integrato, il riferimento fondamentale è la psicologia analitica di Jung, che riconosce nell’inconscio dell’uomo la presenza attiva di un principio femminile (Anima), così come la presenza di una parte maschile nell’interiorità della donna (Animus). Quando principio maschile e femminile non si incontrano e non si integrano, predomina la volontà di potere e soprattutto non c’è riconoscimento del valore e della ricchezza che può derivare da un diverso modo di essere e di vedere la realtà. Il mistero dell’esistenza, per Jung, si chiarifica attraverso le espressioni simboliche appartenenti alla vasta cultura umana che, dai tempi più antichi, ha prodotto miti e archetipi, in grado di indicare le vie più profonde dell’esistenza. Miti e archetipi parlano direttamente alla nostra anima, superando la riluttività di un discorso razionale, in quanto capaci di riflettere una struttura psicologica umana basilare, con significato universale.


La complessità esige complessità: per gestire la complessità esteriore è necessario dialogare con la complessità interiore dell’uomo.

Diventa quindi fondamentale riscoprire il valore dell’incontro e di come la fecondità del principio femminile sia in grado di arricchire l’orientamento razionale del principio maschile ai fini dell’autorealizzazione della persona. La psicologia del profondo conosce se stessa attraverso l’esplorazione simbolica che il mito le procura e il mito, andando oltre il personale, ri-unisce gli uomini sotto valori universali e validi per l’intera umanità e soprattutto ne favorisce le trasformazioni spirituali. Il mistero del femminile è la storia di una coscienza e delle sue lotte interiori , di una lenta metamorfosi attraverso cui emerge la verità della propria essenza, frutto di un approccio profondo della vita. Nelle antiche religioni, l’educazione alla vita emotiva (è utile approfondire il concetto di educazione differentemente da quello di apprendimento) non avveniva attraverso uno studio razionale, ma mediante iniziazione, intesa come risveglio interiore, grazie ad una affinata percezione intuitiva.


Nelle antiche religioni, l’educazione alla vita emotiva (è utile approfondire il concetto di educazione differentemente da quello di apprendimento) non avveniva attraverso uno studio razionale, ma mediante iniziazione, intesa come risveglio interiore, grazie ad una affinata percezione intuitiva.

É importante ripristinare il contatto con la perduta sapienza interiore, mediante un approccio “femminile” alla vita, facendo tesoro della nostra umana capacità di rapportarci profondamente a noi stessi, anche per essere, pragmaticamente, leader migliori.


G. Bellandi, Il talento del leader , Crescere nella vita professionale e personale attraverso una leadership etica e responsabile, FrancoAngeli, 2006

V. Pareto, Trattato di Sociologia generale, Edizioni di Comunità, 1981

C. G. Jung, Tipi psicologici, Bollati Boringhieri, 2011



Marina Raglianti

Sociologa e Terapeuta del movimento






Rimani in contatto con On Evolution per ricevere i nostri articoli e tutti gli altri contributi gratuiti di interesse per te stesso e la tua attività: https://www.onevolution.net/contatti-x

Post recenti

Mostra tutti