FOLLA, COSCIENZA E PROPAGANDA

Aggiornato il: mar 9

L'antica attualità della manipolazione delle masse: quando l'identità singola transita e diventa moltitudine


La massa è impulsiva, mobile ed irritabile. Gli impulsi ai quali essa obbedisce possono essere, secondo le circostanze, nobili e crudeli, eroici o vili, ma sono sempre così imperiosi che di fronte ad essi viene meno anche l'interesse per la conservazione. In essa niente è premeditato. Anche quando desidera violentemente una cosa non la desidera mai a lungo, è incapace di una volontà persistente. Non sopporta alcun differimento della realizzazione di un desiderio. Prova una sensazione di onnipotenza; per l'individuo che fa parte di una folla non esiste la nozione dell'impossibile. La folla è straordinariamente influenzabile e credula, manca di senso critico, niente per essa e' inverosimile.[...] La folla giunge subito agli estremi. Portata a tutti gli eccessi, la folla è influenzata solo da eccitazioni esasperate. Chiunque voglia agire su di essa non ha bisogno di dare ai propri argomenti un carattere logico: deve presentare immagini dai colori più stridenti, esagerare, ripetere incessantemente la stessa cosa. (Sigmund Freud)


Resta in contatto con On Evolution: https://www.onevolution.net/contatti-x


Freud scriveva quanto sopra un secolo fa, ma quanta attualità possiamo riscontrare in queste affermazioni. Siamo tutti condizionati dalla propaganda, lo siamo per impostazione naturale, e molto spesso crediamo di pensare pensieri nostri ma in realtà sono quelli di qualcun altro. I nostri atteggiamenti e il nostro modo di vedere le cose sono spesso il frutto di una manipolazione di cui non abbiamo alcuna percezione vigile: non ne siamo coscienti. Che cos’è la libertà? Quando siamo veramente liberi? Una risposta plausibile potrebbe essere: “Si è liberi quando abbiamo la possibilità di fare ciò che vogliamo”. In realtà, pensiamoci bene, non lo siamo mai. Non possiamo fare quello che veramente vogliamo perchè ci porterebbe al naufragio sociale. Possiamo davvero dire quello che pensiamo al nostro capo? Abbiamo davvero la possibilità di fare ciò che ci piacerebbe visceralmente fare? Potrei continuare ma credo che il concetto sia stato sufficientemente chiarito. La nostra struttura sociale funziona per compromessi relazionali che impediscono al singolo di avere una reale espressione di sé stesso, la cosa terribile è che questo avviene in modo molto poco consapevole.



Siamo quindi condizionabili, il paraddosso di questa nostra caratteristica si spinge in modo consistente all'interno dei nostri meccanismi comportamentali: scegliamo di fare cose che sacrificano la nostra libertà individuale in favore di un maggiore indice di sicurezza che spesso è solo apparente. Molti manager, imprenditori e professionisti, che incontriamo durante i nostri corsi di public speaking e comunicazione, soffrono la loro condizione lavorativa: totalmente assorbiti in dinamiche relazionali asfissianti si trovano intrappolati in modelli di business auto-centrati che non consentono loro di avere una vita familiare soddisfacente, il giusto rapporto impegno/tempo libero e di realizzarsi secondo una direttiva masloviana di vero benessere esistenziale. Scelgono un appagamento economico che alla fine li strangola con la lontananza affettiva e la deriva evolutiva.

Il nostro comportamento non è razionale. Anche se non ne siamo consapevoli, siamo molto più irrazionali di quel che pensiamo, perché permettiamo ai nostri sensi di influenzarci. In questo modo, quando prendiamo decisioni o quando scegliamo fra differenti opzioni, il lato emotivo ha quasi sempre il sopravvento. Ogni volta che prendiamo una decisione, siamo alla ricerca di sicurezza, per questo scegliamo un determinato prodotto o servizio: perché ci dà una garanzia di sicurezza. Perché vogliamo i jeans proprio di quella marca? Perché in quello stile e in quel brand identifichiamo un asset di valori e credenze che rispecchiano il profilo di ciò che vogliamo essere in società. Vogliamo sempre la sicurezza di acquistare il prodotto più adeguato, vogliamo soddisfare le nostre necessità, e la necessità di sentirsi sicuri è alla base della struttura umana. Il bisogno di sicurezza costituisce la leva emotiva che ci rende manipolabili e sulla quale si fonda buona parte della strategia del condizionamento.



Resta in contatto con On Evolution: https://www.onevolution.net/contatti-x


Detto questo dobbiamo considerare che cosa accade quando l'individualità umana diventa coscienza collettiva, quando si passa dall'interesse singolo a quello allargato, quando cioè l'individuo diventa massa e folla. Il pattern di base è sempre lo stesso: il singolo cede la sua libertà in favore di una sicurezza vera o presunta che possa garantirgli la sopravvivenza. La massa diventa rifugio di certezze raccontate al fine di sentirsi più sicuri, smettere di pensare, smettere di decidere, smettere di avere libero arbitrio. Cos’è la “globalizzazione” se non un tentativo politico di uniformare le persone, in masse senza più pensieri propri, per fini economici e politici? Prima per spostare milioni di persone ci volevano lunghe propagande politiche che distorcevano lentamente gli ideali e lasciavano il tempo a piccole minoranze di resistere ed organizzarsi. Oggi invece con le TV si ha una manipolazione rapida e diretta delle nostre menti, senza la necessità di scomodare gli ideali, senza che nemmeno ci alziamo dal divano. Basta una breve campagna martellante di spot pubblicitari ed eccoli gli effetti sulle nostre “libertà” (Renzo Ronca, MECCANISMI DI CONDIZIONAMENTO DEI MEDIA: LE ORIGINI -Estratti di psicologia delle masse in chiave cristiana in vista di ciò che biblicamente avverrà).


Le regole della propaganda sono state scritte da uno degli umoni più influenti del XX secolo ma che risulta del tutto sconosciuto ai più. Stiamo parlando di Edward Bernays, il nipote di Sigmund Freud emigrato a New York verso la fine del 1800. Bernays è stato consulente dell’ufficio americano della propaganda durante la prima guerra mondiale, e ha dominato a lungo la scena della comunicazione negli Stati Uniti. Le sue campagne sulla manipolazione dell’opinione pubblica ottennero sempre grandi successi. In molti hanno studiato l'opera di questo brillante e occulto pesuasore delle folle, Joseph Goebbels rivelò a un giornalista americano che il libro “Crystallizing Public Opinion”, pubblicato da Bernays nel 1923, fu utilizzato dai nazional-socialisti per le loro campagne politiche. Bernays dichiarò più di una volta di esseresi profondamente ispirato ai lavori di Gustave Le Bon in merito alla manipolazione delle masse. Cerchiamo di capire che cosa questo autore intendesse per "folla".


“… L’assottigliamento della personalità cosciente e l’orientamento dei sentimenti e dei pensieri in un medesimo senso, primi elementi di una folla in via di organizzarsi, non sempre implicano la presenza simultanea di parecchi individui in un solo punto. Migliaia di individui separati, in un dato momento, sotto l’influenza di violente emozioni – un grande avvenimento nazionale per esempio – possono acquistare i caratteri di una folla psicologica.

Un qualunque caso che li riunisca basterà allora perché la loro condotta subito rivesta la forma particolare agli atti delle folle. In certe ore della storia, una mezza dozzina di uomini possono costituire una folla psicologica, mentre centinaia di individui riuniti accidentalmente potranno non costituirla.”

“Il fatto più notevole che si può osservare in una folla psicologica è questo: quali che siano gli individui che la compongono, per quanto il loro tipo di vita, le loro occupazioni, il loro carattere o la loro intelligenza possano essere simili o dissimili, il solo fatto di essersi trasformati in una folla fornisce loro una specie di anima collettiva. Questa li induce a sentire, pensare, agire in modo assolutamente diverso da come sentirebbe, penserebbe, agirebbe ciascuno di loro isolatamente."

Resta in contatto con On Evolution: https://www.onevolution.net/contatti-x



Le Bon asserisce che non c’è differenza tra un celebre matematico e il suo calzolaio. Può esserci un abisso in termini intellettuali, ma quando essi fanno parte di una folla (una folla può essere composta anche da cinque persone, non è il numero che conta), agiranno nello stesso modo e reagiranno emotivamente e non più con la ragione. Si verifica cioè un appiattimento verso il basso, perché la ragione e il raziocinio vengono totalmente eliminati nella dinamica partecipativa della massa (https://www.altreinfo.org/controllo-globale/9475/psicologia-delle-masse-e-propaganda-due-capisaldi-del-controllo-globale/).

Sono dinamiche relative ai processi automatici inconsci che possono essere utilizzate a vantaggio del marketing ma anche a favore di una strategia di controllo o condizionamento in ambito politico e sociale. La dimensione di queste fenomenologie è oggi ancora estremamente attuale perché se ne assiste al loro rimaneggiamento quotidianamente in modo disinvolto e palese. Ecco un estratto dal pensiero di Barneys.


Quelli che manipolano il meccanismo nascosto della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere che controlla. Noi siamo governati, le nostre menti vengono plasmate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee sono quasi totalmente influenzate da uomini di cui non abbiamo mai nemmeno sentito parlare. Questo è il logico risultato del modo in cui la nostra società democratica è organizzata. Un vasto numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera se si vuole vivere insieme come società che funziona in modo tranquillo. In quasi tutte le azioni della nostra vita, sia in ambito politico o negli affari o nella nostra condotta sociale o nel nostro pensiero morale, siamo dominati da un relativamente piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i modelli di comportamento delle masse. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente delle persone…

Coloro che hanno in mano questo meccanismo, costituiscono il vero potere esecutivo del paese.

Resta in contatto con On Evolution: https://www.onevolution.net/contatti-x


Noam Chomsky, più recentemente, ha elaborato la lista delle 10 strategie della manipolazione perpetrate attraverso l'uso dei mass media. Tra queste spicca per grande evidenza la numero uno: La strategia della distrazione. “L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.” In questo tipo di strategia è previsto che il singolo, e la massa all'interno della quale viene esso stesso unificato, venga mantenuto in uno stato informativo di condizione allarmante all'interno del quale si ricrea una realtà di timore o paura in grado di catturare l'attenzione in modo continuo per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali. Mantenere l’attenzione del pubblico su temi senza vera importanza consente di sfruttare i meccanismi di attenzione selettiva e i limiti di consapevolezza cerebrali occupando l'intera "banda" di attenzione con situazioni scelte strategicamente.


"Inoltre la folla e' molto sensibile alla forza magica delle parole, che hanno il potere sia di provocare nell'anima collettiva le tempeste più violente, sia di placarla. La ragione e la logica non potrebbero niente contro certe parole e certe formule. [...] Ed infine le folle non hanno mai provato il desiderio della verità. Chiedono solo illusioni, delle quali non possono fare a meno [...] La folla e' un gregge docile incapace di vivere senza un padrone. E' talmente desiderosa di obbedire che si sottopone istintivamente a colui che le si pone a capo." (Sigmund Freud)


Cosa possiamo fare? Ecco la proposta condivisibile di ecplanet.org: FAVORIRE LA PRESA DI COSCIENZA – Stimoliamo un ambiente sereno, fertile al cambiamento ed alla presa di coscienza. Limitiamo l'offesa e la provocazione, che frenano la ricettività e l’apprendimento diffuso.

PARTECIPAZIONE PIÙ DIRETTA – Investiamo le nostre risorse personali incoraggiando una partecipazione dei singoli sempre più attiva e diretta alle soluzioni dei problemi comuni.

LIMITIAMO I VINCOLI – Limitiamo le scelte che prevedono vincoli, legami o impegni a lungo termine. Garantiamoci sufficiente tempo per le attività non pianificate, anche quelle non economicamente produttive. Consumiamo meno di quanto gli standard dei media vorrebbero imporre.

CREIAMO SCELTE SEMPRE PIÙ CONSAPEVOLI L'accesso libero e comodo a tutte le informazioni, anche quelle non filtrate, è in assoluto una delle principali armi contro la manipolazione mentale.

Smettere di essere folla è necessario, possiamo farlo diventando consapevoli. La consapevolezza ci porta ad essere coesi nell'essenza, la folla ci porta ad essere coesi nella paura. É un nostro diritto e un nostro dovere.


Resta in contatto con On Evolution: https://www.onevolution.net/contatti-x



Michele Micheletti

Michele Micheletti, specialista della comunicazione, è il referente di On Evolution.

On Evolution si occupa dello sviluppo delle soft skills personali per il miglioramento delle performance individuali e di gruppo. Svolgiamo questa attività, sia a livello privato sia a livello di impresa, con tecniche umanistiche basate sull’approccio integrativo delle discipline per consentire un rapido e profondo apprendimento in grado di generare cambiamento, miglioramento e conseguire risultati misurabili. Affianchiamo le aziende sostenendole nel raggiungimento dei loro obiettivi, valorizzando e contribuendo al miglioramento delle performance e al successo di coloro che vi lavorano. Le nostre aree di intervento sono:

-Risoluzione dei conflitti nei team lavorativi

-Comunicazione relazionale efficace -Public speaking -Team building aziendale

-Leadership dei gruppi -Tecniche di vendita consulenziale e negoziazione -Storytelling professionale -Costruzione di vision/mission e allineamento ai valori aziendali.

Sviluppiamo, attraverso il miglioramento delle capacità relazionali individuali, attenzione all’altro e alle sue esigenze migliorando le opportunità produttive e le relazioni interpersonali generando un clima di fiducia e ottimismo nell’ambiente lavorativo. Svolgiamo l’attività sotto forma di consulenza professionale integrando discipline umanistiche differenziate come il coaching, la programmazione neuro linguistica umanistica, la capacità di ascolto, l’organizzazione aziendale e la psicologia dei gruppi.

VISION: Aiutare tutti coloro che si rivolgono a noi a trasformare il loro sogno

o aspirazione in una realtà realizzabile.

MISSION: Ci impegnamo nella valorizzazione delle persone e delle loro qualità contribuendo al miglioramento della loro performance e al loro successo personale e lavorativo attraverso lo sviluppo delle loro soft skills.


82 visualizzazioni