Dove avviene la comunicazione?



Per me il cervello non è altro che lo stomaco del cuore, ma bisogna avere uno stomaco buono. Il cervello deve digerire ciò che il cuore accetta. Friedrich Nietzsche, Frammenti postumi, 1869/89

Durante il processo comunicativo, sia esso tra due soggetti o tra un individuo ed una platea, prevale sempre l’emisfero destro del cervello. Questa parte della nostra struttura cerebrale è il regno dell’irrazionale e dell’inconscio. Si tratta del luogo dove avviene la magia della comunicazione effettiva, quella che deve ritenersi efficace, quella in grado di produrre qualcosa come esito dell’interazione: un cambiamento, una vendita, un miglioramento.


Percentualmente il 38%, della comunicazione che risuona in questo emisfero, è costituito dal tono della voce e il 55% dalla mimica e dal linguaggio del corpo, per un totale effettivo del93%.  Il restante 7% viene gestito dalla parte sinistra del cervello, caratterizzata dai processi logici, sede dei processi linguistici e quindi delle parole. Risulta molto evidente che se vogliamo gestire una comunicazione efficace è necessario interagire efficacemente con l’inconscio.



Prima o poi capita a tutti di incontrare persone che pur sostenendo brillanti discorsi e fantastiche conferenze alla fine non ci convincono poi più di tanto. Registriamo una quantità impressionante di informazioni che sfuggono alla parte razionale del nostro cervello e che comunque vengono elaborate dalla nostra parte emotiva. È proprio quest’ultima che ci spinge a provare simpatia o meno per il nostro interlocutore e a far si che la nostra comunicazioni rientri in un confine di efficacia. Ogni individuo vibra ed emette una sua specifica frequenza, è importante entrare in sintonia con l’emisfero destro proprio per attivare quel processo di sintonizzazione sull’altro indispensabile per un interscambio di performance. Possiamo tutti imparare e sperimentare questo tipo di super-comunicazione, Public Speaking Evolution è un percorso studiato per consentire al praticante di arrivare a questo livello di percettività.


Michele Micheletti






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