COMUNICAZIONE EVOLUTIVA part. 2

MEDITAZIONE E FOCALIZZAZIONE DEL PENSIERO



Possiamo immaginare il nostro pensiero come una situazione a duplice struttura formato da due strati di diversa ampiezza e densità di costituzione. Il primo strato si evidenzia per la sua natura densa, bidimensionale, affollata e confusionaria all'interno della quale si susseguono voci incontrollate dove l'albergare della nostra coscienza naufraga nel caos del disorientamento cognitivo e della trance sociale. A questo proposito scrive il professor Vittorio Andreoli nel suo libro L'uomo di superficie: “L’uomo di superficie galleggia sulla società liquida spinto da un desiderio morto”. Il secondo strato ha caratteristiche diverse dal primo, opposte: è rarefatto e costituito da spazio tridimensionale ampio e sereno dove le voci ed il caos si spengono per lasciare posto al silenzio della coscienza. Si tratta di uno spazio virtuoso dove possiamo giungere solo attraversando il primo strato denso e ostacolante: per sospendere il caos della prima mente occorre un atto di volontà potente, una giusta intenzionalità sostenuta dalla conoscenza della strada da percorrere.


Non  c'è niente di più profondo di ciò che appare in superfice. Frierich Hegel

Parmenide per primo evidenziò che è impossibile pensare il nulla: ogni pensiero è sempre pensiero di qualcosa. L'oggetto del pensiero è costitutivo del pensiero stesso, al punto che non è possibile distinguere l'atto del pensare dall'oggetto pensato: «ed è lo stesso il pensare e pensare che è. Giacché senza l'essere ... non troverai il pensare» (Parmenide, Poema sulla Natura, fr. VII, 35-36.). Il problema è legato alla consapevolezza del pensare: all'interno del pensiero di superficie il flusso di pensiero domina bidimensionalmente l'attività di coscienza per cui in un qualche modo il nostro centro di consapevolezza non è attivo e si finisce per essere pensati; nel pensiero profondo tridimensionale diventiamo coscienti del nostro centro di consapevolezza e recuperiamo un pensiero per così dire pensato. Il primo livello si caratterizza per l'automatismo dell'attività pensante mentra il secondo livello si caratterizza per l'attivazione cosciente e consapevole delle attività legate al circuito del pensare.

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Per pensiero si intende un'attività psichica mediante la quale l'uomo elabora dei contenuti mentali, acquisendo coscienza di sé e della realtà esterna che i sensi gli propongono formulando schemi concettuali che gli valgono come modelli interpretativi della realtà. Dividendosi poi in due diverse situazioni ne emerge che la superficie del pensiero rivela caratteristiche di non-coscienza mentre quella profonda è decisamente più consapevolizzata.

Questa dualità interna si evidenzia, nella comunicazione, nel linguaggio e nelle forme ad esso correlate. Nella grammatica generativo-trasformazionale, Noam Chomski (1928) linguista statunitense, fondatore e caposcuola della teoria generativista, dimostra come le nostre esperienze di vita si stratifichino all'interno del nostro sistema cognitivo-comportamentale. Queste si sedimentano nella cosiddetta struttura profonda del nostro linguaggio, che diventa quindi la nostra realtà soggettiva. Per esprimerci trasportiamo le nostre esperienze nella struttura di superficie, tramite le parole che usiamo. Questa è la nostra rappresentazione della realtà: il nostro modo di esprimerci costituisce quindi il nostro modo di stare nel mondo. La struttura di superficie, concretamente osservabile a livello fonetico si diversifica dalla sottostante struttura profonda che permette l’interpretazione semantica ma che non è ricavabile immediatamente dall’analisi dei dati linguistici concreti. Ciascuna frase di ogni lingua è intesa come un accoppiamento specifico di una rappresentazione fonetica con un struttura astratta: la struttura profonda, astratta perchè non percepibile con i sensi. Chomsky ritiene dunque l’interpretazione fonetica completamente determinata dalla struttura di superficie e l’interpretazione semantica determinata completamente dalla struttura profonda (Chomsky, 2001).

La base genera dunque strutture profonde e attraverso regole trasformative queste vengono convertite in strutture di superficie. La sintassi non soltanto assembla le parole, ma le sposta nella struttura, che subisce in questo modo delle trasformazioni (Caterina Scianna,

LE PAROLE NON DETTE, NUOVI SVILUPPI IN NEUROLINGUISTICA. ARACNE editrice S.r.l.).


Si rende necessario ,a questo punto, capire che cosa sia l'auto-coscienza. Possiamo definire l'autocoscienza come l'attività riflessiva del pensiero con cui l'io diventa cosciente di sé. Si tratta di un'attività riflessiva da cui si può avviare un processo di introspezione rivolto alla conoscenza degli aspetti più profondi dell'essere e quindi riveste un momento di grande importanza nell'attività di accesso alla nostra mente profonda. Per Aristotele si tratta di un processo che avviene per gradi: in una prima fase l'intelletto è passivo e si limita a recepire gli aspetti contingenti e transitori della realtà, ma poi interviene quello attivo che supera criticamente tali particolarità riuscendo a coglierne l'essenza, portando a compimento il processo di consapevolezza facendolo passare dalla potenza all'atto. Un vero processo di autoconoscenza de delfica memoria che consiste semplicemente nel rendersi conto della dualità del nostro stato di pensiero e capire che una comunicazione efficace fatta di ascolto attivo, relazionalità non violenta e sviluppo dell'empatia emozionale passa necessariamente da una disciplina della qualità dei nostri pensieri e dal possesso di un io strutturato centrato in una mente calma ancorata alla coscienza dei prorpi bisogni di base e alla consapevolezza del proprio essere.


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La meditazione costituisce la base indispensabile per ogni cammino di conoscenza e anche per la vita stessa e quindi costituisce uno degli asset più importanti del metodo Good Vibes che usiamo sia per il public speaking che per la comunicazione relazionale in generale. In quanto disciplina del pensiero la meditazione ci consente di raggiungere uno stato di chiarezza e fermezza interiore indispensabile per un'ascolto dell'altro e di sé stessi in principio.

La meditazione (dal latino meditatio, riflessione) è, in generale, una pratica che si utilizza per raggiungere una maggiore padronanza delle attività della mente, in modo che questa divenga capace di concentrarsi su un solo pensiero, su un concetto elevato, o un preciso elemento della realtà, cessando il suo usuale chiacchierio di sottofondo e divenendo assolutamente acquietata, pacifica. Affine alla meditazione è la contemplazione, con la quale si intende la capacità di lasciar riposare la mente nel suo stato naturale. È una pratica volta quindi all'auto-realizzazione, che può avere uno scopo religioso, spirituale, filosofico, o in vista di un miglioramento delle condizioni psicofisiche (Wikipedia).


Esiste una differenza tra concentrazione e meditazione che necessita di essere chiarita. La concentrazione è una allenamento controllato volontariamente molto utile nel quotidiano. E come quando, per imparare ad andare in bicicletta, proviamo e riproviamo i diversi movimenti. La Meditazione è quando ormai siamo padroni di tutti i movimenti, ci diamo una meta e ci dirigiamo verso di essa, senza più pensare a cosa dobbiamo fare per pedalare e stare in equilibrio. Quest'ultima e ha un contenuto spirituale, più elevato, ma anche più impegnativo. La scelta tra le due discipline dipende dalla motivazione e dalla intenzionalità individuale relativo alla finalità da raggiungere. Nel testo “Neuroscienze. Studiando il cervello” ( Bear M. F. , 2007), la meditazione viene definita come “stato alterato di coscienza”; nel testo “Psicosomatica olistica” ( Montecucco N. F., 2010), invece, viene definita come “stato naturale di coscienza”. La meditazione è un processo nel quale volgiamo l’attenzione verso un certo numero di variabili corporee, sensoriali e mentali; è un movimento della mente volontario. Anche se stati meditativi possono sorgere spontaneamente, magari in riva al mare o davanti ad un paesaggio, le tecniche di meditazione vere e proprie consistono in esercizi prolungati e ripetuti, che rappresentano un addestramento alla mente. Nel corso degli ultimi tre decenni, pratiche di meditazione di consapevolezza sono state sempre più inserite in programmi psicoterapeutici per i loro benefici (cfr. Baer, 2003; Grossman, 2004) perchè la meditazione aumenta la consapevolezza dell’esperienza del momento presente con un atteggiamento compassionevole non giudicante (Kabat-Zinn, 1990) (https://www.neuroscienze.net/cervello-e-meditazione/).

L'evidenza scintifica sugli effetti positivi di una meditazione costante e ben praticata è molto chiara e necessita di un'attenta presa di consapevolezza da parte di tutti noi. Ecco di seguito una tabella riassuntiva di alcuni studi con la correlazione dei maggiori effetti riscontrabili rappresentata dai triangolini neri rivolti verso il basso (diminuzione) o verso l'alto (aumento).


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La meditazione ha una storia millenaria. Esistono diverse tecniche per meditare. Possiamo leggere dei libri sulla meditazione o seguire un corso di meditazione per poi scegliere la tipologia che fa per noi. La meditazione è un profondo viaggio interiore che favorisce la nostra crescita emotiva e che ci fa scoprire qualcosa di nuovo su noi stessi. I benefici della meditazione sul nostro corpo sono tangibili tanto che secondo gli esperti bastano due mesi di pratica meditativa per aumentare la materia grigia del cervello. Uno studio condotto dal Massachusetts General Hospital, che per la prima volta ha misurato con esattezza l’effetto cerebrale delle tecniche di rilassamento e i risultati ottenuti sul cervello umano. Otto settimane di pratiche di meditazione e di rilassamento producono effetti importanti sulla memoria, sull’empatia e sulla reazione allo stress. Sulla base delle rilevazioni eseguite dai ricercatori, dopo la pratica della meditazione per due mesi la materia-grigia nell’ippocampo (da dove partono i meccanismi della memoria e dell’apprendimento) è aumentata di densità. Uno degli effetti della meditazione che si coglie più facilmente è il rilascio delle tensioni a livello fisico e emotivo. La meditazione in particolare aiuta il corpo a ricaricarsi di energia. Rimanendo fermi mentre meditiamo ci rilassiamo, calmiamo la mente e il nostro corpo ne trae beneficio godendo di un momento di calma e di relax.

La meditazione aiuta a calmare la mente raggiungendo uno stato di rilassamento che ha un influenza positiva sul corpo. Per questo motivo grazie alla meditazione le preoccupazioni si allontanano e via via si accantonano i pensieri ripetitivi.

La meditazione favorisce l’empatia tra le persone, promuove i migliori sentimenti e i comportamenti virtuosi, riportandoli alla luce dalla coltre sotto cui possono essere rimasti nascosti anche a lungo a causa delle continue problematiche quotidiane, della vita frenetica e delle convenzioni sociali. Uno studio della Northeastern University di Boston lo conferma (https://www.greenme.it/yoga/meditazione-corpo-mente/).


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“Risvegliandosi, coltivando la consapevolezza, la moderazione e il controllo, il saggio può fare di s stesso un’isola che nessun’onda può superare” Siddhārtha Gautama Buddha

Anche molte aziende, ormai pienamente consapevolizzate a livello manageriale sugli effetti positivi della meditazione, hanno introdotto programmi di training meditativo per i loro dipendenti. Addestrare i lavoratori alla pratica della Meditazione, con un apposito supporto da parte di specialisti, costituisce un piccolo investimento che viene di gran lunga ripagato grazie al ritorno economico che esso genera nel miglioramento della produttività individuale e di gruppo. Per questo motivo sempre più aziende stanno strutturando degli appositi percorsi, stanze dedicate per la pratica quotidiana in azienda.

Grandi aziende come:

Apple (azienda statunitense che produce sistemi operativi e computer)

Google (azienda statunitense che offre servizi online, tra i quali il motore di ricerca Google)

Nike (multinazionale americana che produce calzature, abbigliamento e accessori sportivi)

Intel (multinazionale fondata nel 1968 in California da Robert Noyce e Gordon Moore)

AstraZeneca (azienda globale biofarmaceutica britannica)

HubSpot (azienda che sviluppa e commercializza software per l’inbound marketing)

General Mills (multinazionale americana che produce e commercializza prodotti alimentari)

Dow Chemicals (tra i leader mondiale per la produzione chimica)


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Il pensiero profondo è un processo che si attiva, e una volta che abbiamo imparato ad usarlo, continua ad automigliorarsi. Così non solo, grazie al fatto che cresce la nostra consapevolezza, le nostre scelte diventeranno sempre più giuste per noi. Di conseguenza si svilupperanno anche molte altre caratteristiche, come il pensiero preventivo (capacità di sapere ciò che sei e manifesti) e la comunicazione relazionale. Tutto il nostro essere trasmetterà un livello energetico potente e le nostre "vibrazioni" influenzeranno l'ambiente e le persone che ci circondano. Basta poco: impegno, intenzione, costanza e cura.

Good Vibes!!!


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Michele Micheletti




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