COMUNICAZIONE EVOLUTIVA part.1

Aggiornato il: 25 ott 2019

CONSAPEVOLEZZA (alimentare)


Possiamo descrivere la comunicazione come un processo di interscambio di informazioni tra esseri umani che tentano, in maniera più o meno cosciente, di rendere quel messaggio efficace e fruibile per l'interlocutore. Da questa definizione alla pratica effettiva di quello che succede quando due o più persone interagiscono fra di loro passa un abisso di distanza. Ci siamo tutti resi conto, immagino, del fatto che quello che vogliamo dire molto spesso non corrisponde affatto a quello che è stato recepito dall'interlocutore, la letteratura chiarisce bene le distorsioni del linguaggio che portano ai fraintendimenti fra esseri umani.


"Quello che avrei voluto dire è diverso da quello che ho detto ed è diverso da quello che avresti dovuto capire in relazione a quello che hai davvero capito"

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La problematica principale che impedisce il realizzarsi di una comunicazione produttiva, da parte dell'ascoltatore, risiedono soprattutto nel mancato interesse sull'argomento, nella scarsa capacità di ascolto, nella mancanza di elementi linguistici contestualizzati, nel desiderio di voler replicare all'interlocutore. Da parte del comunicatore i limiti sono dettati dal desiderio di primeggiare, dall'eccessivo uso di tecnicismi, dalla poca capacità di sintesi, dalla mancata focalizzazione dell'oggetto della discussione. Queste due sponde di uno stesso fiume possono essere avvicinate in parte con l'utilizzo di tecniche comunicative adeguate e in parte con una modifica radicale del proprio modo di essere. Quello che rende una comunicazione reale e efficace è l'interesse reciproco all'altro, quando le due situazioni di interesse si incontrano avviene la "magia" comunicativa. Le persone si interessano ad altre persone quando le percepiscono come vere, tangibili, univoche, coerenti, affidabili, determinate e coscienti della loro dimensione personale.


La buona comunicazione, al di la delle capacità tecniche specifiche, passa per una nuova dimensione individuale: più i nostri linguaggi (verbale, para-verbale e non-verbale) risulteranno congruenti tra di loro più risulteremo coerenti e capaci di comunicare in modo efficace efficace. La comunicazione efficace è in tutto e per tutto una qualità emergente dallo stato di evoluzione dell'individuo: evolvendo individualmente, portando a livelli più elevati il nostro stato di consapevolezza, la nostra comunicazione si raffina e, liberandosi da tutti i "contaminanti corruttivi" degli atteggiamenti sub-personali, diventa vera e univoca. Per ottenere una modifica del nostro stato di coerenza interno si rende necessario affrontare un percorso più o meno arduo di rivoluzione del proprio stato psico-fisico perchè per cambiare i nostri automatismi di pensiero è indispensabile coinvolgere e convincere soprattutto il nostro corpo. Si tratta di un percorso di disciplinamento del pensiero che prevede determinazione, costanza, metodo e focalizzazione dell'attenzione.


Per aiutarci in questo percorso evolutivo disponiamo fortunatamente di alcune situazioni, le chiamiamo "discipline evolutive". Queste agevolano il cambio di pensiero e il nostro percorso di trasformazione e apprendimento. In una serie di articoli come questo le vedremo una ad una. Oggi parleremo di una disciplina evolutiva molto importante: l'alimentazione. Il nostro stile alimentare corrisponde al nostro livello di pensiero il quale descrive il nostro stato evolutivo e quindi la nostra condizione contingente in relazione all'ambiente e agli altri. Scopriamo come la nutrizione possa evidenziare e rivelare il nostro stato attuale secondo quanto ci propone il prof. Franco Berrino in un suo post.


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La filosofia millenaria a cui si ispira la macrobiotica analizza il nostro rapporto con la nutrizione, elencando 7 diversi livelli di consapevolezza alimentare, dalla più istintuale alla più sublime. Ciascuna delle seguenti domande definisce un aspetto di questi 7 livelli.

Rispondi Sì o No alle seguenti domande e capirai a quale livello ti trovi attualmente:


-Ti senti appagato con un pasto fast? (Materiale)

-Ti capita di mangiare senza far attenzione a ciò che mangi? (Materiale)

-Hai mai pensato: essere vegetariani è triste perché non si mangiano i salumi? (Sensoriale)

-Hai l’abitudine di leggere le calorie o la lista degli ingredienti sulle etichette dei prodotti alimentari? (Intellettuale)

-Per te è importante la provenienza degli alimenti? (Sociale)

-Ti senti a disagio quando, viaggiando, non trovi il cibo abituale della nostra famiglia? (Sentimentale)

-Ti definisci o ti sei definito per un periodo della tua vita aderente a una particolare dieta alimentare (vegetariano, vegano, macrobiotico, pescevegetariano ecc.)? (Ideologico)

-Ti capita di pronunciare (anche interiormente o a bassa voce) una preghiera prima di mangiare? (Giustizia)

-Poni cura nell’apparecchiare la tavola? (Giustizia)

-Hai l’abitudine di accendere una candela prima dei pasti? (Giustizia)



I LIVELLI DI CONSAPEVOLEZZA ALIMENTARE

1. LIVELLO MATERIALE: quello del lattante, il cui unico interesse è riempire il pancino o quello di chi riempie il carrello per riempire la pancia, senza farsi domande. 2. LIVELLO SENSORIALE: quello del bambino più grande, che comincia a riconoscere i gusti e a scegliere ciò che preferisce e quello che ci fa desiderare di godere del cibo purché sia molto speziato, salato, condito, saporito. 3. LIVELLO SENTIMENTALE: quello del bambino più grandicello, che associa certi piatti alle coccole della nonna, all’amore della mamma e quello degli adulti quando mai rinuncerebbero ad un cibo che suscita in loro ricordi affettivi. 4. LIVELLO INTELLETTUALE: quello del ragazzo che va a scuola e studia il corpo umano e le sostanze di cui ha bisogno. È il livello dei dietologi e dei nutrizionisti, che decifrano il linguaggio del cibo in termini di calorie, di proteine, grassi e carboidrati, di vitamine, di sostanze antiossidanti (“Mangio il pomodoro perché contiene il licopene, mangio le melanzane perché contengono le antocianine...”); è il mercato degli integratori alimentari. 5. LIVELLO IDEOLOGICO: quello dell’adolescente che diventa vegano per non nuocere agli animali. Questo livello, nel suo aspetto negativo, racchiude tutti gli estremi-smi, vegetarianismo, veganismo, crudismo, ma anche, per esempio, i macrobiotici rigidi, che trasformano una filosofia dell’equilibrio in una prigione di ristrettezze. Nell’aspetto positivo, invece, questo livello attribuisce grande valore alla consapevolezza, alla libertà, all’emancipazione dai condizionamenti della società dell’abbondanza, del consumismo, alla scelta di un cibo semplice, pulito, giusto, prodotto senza veleni e senza distruggere l’ambiente. 6. LIVELLO SOCIALE: quello dell’adultità. È il livello della solidarietà, della fratellanza, della consapevolezza che ogni nostra azione comporta delle conseguenze: cosa causa la fame nel mondo? Se mangiamo animali sottraiamo il cibo ad altri esseri umani; a questo livello siamo coscienti del disastro della monocoltura, che strappa la terra ai contadini 7. LIVELLO SUPREMO (giustizia): è il livello della giustizia, ha a che fare con la gratitudine (per quello che abbiamo e per chi ce lo ha donato) e con la consapevolezza che noi siamo gli unici responsabili della nostra salute. È il livello di chi è in grado di ritornare all’equilibrio, alla comprensione della complementarietà di yang e yin. Giustizia è saper scegliere il cibo giusto, imparare quello di cui abbiamo bisogno, non mangiare se non si ha fame, saper tornare all’essenziale, alla semplicità, renderci consapevoli delle cause dei nostri disagi.

Tratto dal libro "Ventuno giorni per rinascere" F. Berrino, D. Lumera, D. Mariani, Mondadori, 2018


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In un prossimo articolo vedremo quali alimenti e soprattutto quale impostazione alimentare possa risultare più idonea ad uno stile di vita evolutivo considerando che le caratteristiche soggettive delle persone sono molto variabili così come il loro stato di salute iniziale.


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Michele Micheletti




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