Comunicazione efficace. Comunicazione vincente!

Aggiornato il: 24 nov 2019

Che cosa comunichiamo quando comunichiamo


Possiamo facilmente riscontrare che la maggior parte delle persone comunica quasi esclusivamente con la testa mettendo a tacere il cuore. La sede dei sentimenti e delle emozioni viene volutamente messa da parte, celata e dissimulata affinché mai possa emergere in un contesto di relazione comunicativa. Si tende a privilegiare l’intelligenza analitica governata dall’emisfero cerebrale sinistro. Questa interviene quando si decide il proprio comportamento in base a parametri riconducibili esclusivamente agli interessi personali basati sul calcolo, sulla logica, sulla razionalità.


Comunicazione efficace. Comunicazione vincente!

Siamo molto abituati a questo tipo di impostazione che ormai ci sembra il modello più efficace, ma in realtà non è affatto così. È l’intelligenza emotiva a consentirci di affermare senza ansia, con calma e assertività il nostro punto di vista nel pieno rispetto di quello altrui senza perdere il controllo della situazione. Quando si è emotivamente intelligenti, si è in grado di comunicare con il cuore e non si sente il bisogno di umiliare, offendere, aggredire l’altro; non si pretende di primeggiare e vincere a tutti i costi alla ricerca di un potere che permette di mantenere sotto controllo la propria ansia e insicurezza (Lory Wood).

Quando si comunica con intelligenza sociale ed emotiva, i rapporti migliorano, tutto avviene in maniera naturale e trasparente e gli equilibri razionali sono salvi! Quando, invece, ci si lascia guidare solo dalla razionalità, mettendo da parte il cuore e le sue ragioni, si finisce quasi sempre in una disputa senza fine in cui ognuno è ancorato rigidamente alle proprie posizioni. In questo modo, senza volerlo, si creano le premesse per un esito comunicativo reciprocamente insoddisfacente del tipo muro contro muro.


Comunicazione efficace. Comunicazione vincente!

La comunicazione efficace richiede il rispetto reciproco, la tolleranza, l’orientamento al dialogo e l’accettazione dell’altro come partner comunicativo. Perciò è bene considerare che quando comunichiamo con la testa, provando ansia da prestazione e da risultato, guidati dalla paura di perdere, allora ci stiamo avviando verso la sconfitta e il gioco a somma zero: una trappola emotiva paragonabile al nulla di fatto dalla quale sarà poi difficile se non impossibile uscire.

La scuola e la famiglia non ci insegnano ad acquisire questa fondamentale competenza emotiva, indispensabile per comunicare bene in qualsiasi contesto e ambiente. Per questo risulta difficile operare una inversione di tendenza: richiede coraggio, capacità di mettersi in gioco e uno sforzo mentale non indifferente. L’essenza dell’intelligenza sociale ed emotiva consiste infatti nell’imparare a coniugare questi tre verbi

Riconoscere

Gestire

Esprimere

attraverso un comportamento che risulti emotivamente e socialmente intelligente nonché professionalmente corretto ed adeguato. Molti non sono disposti a compiere questo sforzo, pur sapendo che può migliorare la qualità della vita. Eppure, una volta intrapreso, è un viaggio entusiasmante perché rappresenta l’unica strada conosciuta dal cuore per farci stare bene con noi stessi e con gli altri (Lory Wood).

La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento di anima. (Henri Bergson)

Michele Micheletti

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