ANSIA DA CONFERENZA

Aggiornato il: 18 nov 2019

La paura del parlare in pubblico ostacola il pieno sviluppo della nostra carriera


La paura è un’emozione funzionale radicata nel nostro vissuto ancestrale come codice di sopravvivenza in un ambiente ostile: ci avverte della presenza di un pericolo e ci prepara ad affrontarlo. Domina quindi da sempre la vita dell’uomo come propulsore attivante e fonte di energia, compagna preziosa della razionalità perché ci supporta nel prendere decisioni immediate anche se a volte quasi totalmente in modo inconsapevole. Così, come avviene per la dicotomia buio-luce anche per la funzione diretta del timore ansiogeno possiamo dire che la paura esiste solo in funzione contrapposta al coraggio.



“L’uomo coraggioso non è colui che non prova paura ma colui che riesce a controllarla.” Nelson Mandela

L'atto del parlare in pubblico non viene solamente espletato quando ci troviamo su un palco in un congresso o per una convention, più frequentemente riguarda situazioni in cui dobbiamo condurre una riunione, un incontro con i clienti, una call con un fornitore, il prendere la parola durante un consiglio di amministrazione o la riunione dei genitori con gli insegnanti per la scuola, senza considerare che nel mondo della vendita ogni incontro con un cliente è un momento in cui è coinvolta la capacità di saper argomentare coinvolgendo a fini persuasivi. É opinione comune è che a frequentare i corsi di public speaking siano in genere politici o persone che parlano davanti a grandi platee, la maggior parte di coloro che frequentano i nostri corsi sono invece professionisti, imprenditori, dirigenti d’azienda, persone che vogliono essere più convincenti quando parlano davanti a piccoli gruppi. Durante tali occasioni, all’insorgere di paura, angoscia ma anche serenità o fiducia, dobbiamo ricordarci che l’emozione provata ci fornisce la giusta tensione e carica energetica verso il nostro obiettivo. Le nostre emozioni, con il loro contenuto energetico che scaturisce dal loro processo di formazione e veicolazione fisiologico-ormale, rivestono il ruolo di nostre preziose alleate, ci sostengono e ci spronano ad agire in tutte le situazioni, stressanti o meno, personali o professionali.


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“Molte più persone di quanto normalmente si pensi temono di dover parlare in pubblico e lo temono quasi più della loro stessa morte”. Mark Twain

L’organizzazione YouGov UK ha condotto un’indagine per conoscere quali fossero le maggiori fobie che angosciano la vita delle persone, scoprendo che ve ne sono ben 13 che popolano gli incubi di molti. Al primo posto si piazza la paura delle altezze, o acrofobia con la maggioranza delle persone che ha dichiarato di sentirsi insicura quando si trova in alto, che sia su una scala, un balcone o altra situazione similare. Al secondo posto c’è l’atavica paura dei serpenti, o ofidiofobia. Lo strisciare del rettile è ancora e da sempre temuto dalle persone, specie di sesso femminile. Ma al terzo posto, di questa incredibile classifica, si posiziona proprio la paura di parlare in pubblico, o glossofobia, che letteralmente paralizza, o impedisce di avere una relazione sana, molte persone.

Parlare in pubblico ci spaventa e esiste una correlazione tra l'intensità e diffusione di questa problematica con l'età del soggetto che la prova. Con l'aumentare dell'età anagrafica diminuisce la diffusione dell'ansia da public speaking. La paura del pubblico è riscontrabile nei soggetti più giovani perchè costituisce un parallelo diretto con la propria autostima e anche con l'esposizione e la pratica della disciplina stessa. Praticare public speaking consente di migliorare la fiducia in se stessi e questa si consolida con il passare del tempo e con la quantità di attività performative che riusciamo a compiere. Essere in grado di gestire efficacemente una platea di persone, oltre ad essere un’esigenza ai fini professionali, permette di ottenere dei benefici anche per la nostra crescita personale. Parlare in pubblico permette di migliorare la propria autostima rendendo la persona cosciente delle proprie capacità testando i propri limiti e incentivandola a superarli. Il public speaking permette di migliorare la chiarezza espositiva e le proprie doti comunicative e persuasive. Tutto ciò ha un riflesso anche sul piano lavorativo, accelerando l’ascesa professionale.


Gli uomini sembrano essere più a loro agio quando devono affrontare un pubblico che gli ascolta. Un sondaggio ha rilevato che il 44% delle donne ha affermato di aver paura di parlare in pubblico, contro il 37% degli uomini. Bisogna distinguere la paura di parlare in pubblico dalla fobia sociale. Mentre la prima è una paura comune, la seconda riguarda il parlare e il mostrarsi di fronte ad altre persone che appartengono alla stessa cerchia del soggetto. Per esempio, il ragazzo che ha paura di parlare nella propria classe davanti ai suoi compagni, persone che conosce bene, con le quali condivide gran parte del suo tempo. Nel caso della fobia sociale la persona risulta paralizzata e spaventata in quelle situazioni che normalmente, per la maggior parte delle persone, non rappresentano qualcosa di terribile da affrontare”. (https://www.repubblica.it/salute/2018/11/16/news/paura_di_parlare_in_pubblico_impara_a_modulare_la_voce_e_a_correggere_i_tuoi_pensieri_negativi-211658528/)

A volte si è preoccupati di parlare in pubblico semplicemente perchè si ha poca esperienza e scarsa dimestichezza: in questo caso l’elemento stressante è legato alla novità, all’aumento delle occasioni dovrebbe corrispondere una diminuzione dell’ansia, come abbiamo visto.

In altre situazioni l’ansia può continuare ad essere elevata anche in seguito alla “pratica”, in questi casi si innescano i meccanismi tipici dell’ansia anticipatoria. Se una piccola dose di "paura" è necessaria perchè aiuta ad essere più attenti e concentrati, quando si oltrepassa una certa soglia, si determina l’effetto opposto influenzando negativamente la prestazione. Le preoccupazioni più frequenti sono connesse alla possibilità che il discorso non sia sufficientemente comprensibile, che il pubblico si annoi o sia disinteressato, che si arrossisca e gli altri se ne accorgano, di generare opinioni negative e di avere ripercussioni sulla carriera, di essere giudicati e ritenuti inadatti o ridicoli.


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Ma quali sono le ricadute dirette e pratiche sulla vita lavorativa e sociale che possono darci un indice quantificabile sugli effetti da evitamento del public speaking? Ecco quanto siamo riusciti a trovare in merito:

1. La paura di parlare in pubblico riduce i compensi del 10% La paura di parlare in pubblico può avere un impatto significativo sulla carriera dato che coloro che ne rimangono vittime hanno una performance remunerativa del 10% in meno rispetto a coloro che utilizzano il parlare in pubblico quotidianamente anche forma di convincimento e avvicinamento agli altri.

2. Il timore di parlare in pubblico inibisce la promozione del management del 15% Oltre a ridurre i potenziali guadagni, il timore di parlare in pubblico rende anche più difficile l'essere promossi a una posizione di management e gestione. E anche se riescissimo a raggiungere un ruolo manageriale con questo tipo di paura attiva diventerebbe difficile svolgere bene le funzioni previste in quanto molte di queste richiedono abilità in pubblico.



Perché abbiamo paura di parlare in pubblico?

La paura di parlare in pubblico non è tanto legata alla qualità di un discorso quanto a come l'oratore sente, pensa o agisce di fronte al suo pubblico. Le teorie che esplorano la paura di parlare in pubblico hanno identificato quattro fattori che contribuiscono all'innesco dell'attacco di ansia da audience:


1. Fisiologia

La paura e l' ansia comportano l'eccitazione del sistema nervoso autonomo in risposta a uno stimolo potenzialmente minaccioso. Di fronte a una minaccia, i nostri corpi si preparano alla battaglia. Questa iper-arousal conduce all'esperienza emotiva della paura e interferisce con la nostra capacità di esibirci comodamente di fronte al pubblico.

Le persone che sono predisposte a sentirsi ansiose trovano più difficile padroneggiare il loro stato fisio-psichico e relazionarsi con la paura di parlare in pubblico: nelle loro scelte a evitari situazioni di esposizione al pubblico . Per le altre persone l'ansia è solo limitata alle situazioni in cui devono parlare in pubblico, ma i segni fisiologici della paura che provano anticipatamente quando si preparano e poi mentre si esibiscono in pubblico sono simili a quelli dei disturbi d'ansia complessi. Inoltre, alcune persone sperimentano ciò che i ricercatori chiamano sensibilità all'ansia o paura della paura. La sensibilità all'ansia significa che oltre ad essere preoccupato per parlare in pubblico, le persone sono preoccupate per la loro ansia di parlare in pubblico e di come la loro ansia influenzerà la loro capacità di esibirsi in situazioni di comunicazione difficili.


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2. Pensieri

Un altro fattore riguarda le credenze che le persone hanno sul parlare in pubblico e su se stesse come oratori. La paura sorge spesso quando le persone sopravvalutano un evento relazionale vedendolo come una potenziale minaccia alla loro credibilità, immagine e possibilità di raggiungere efficacemente il pubblico con il loro messaggio. Vedersi in modo negativo come oratori ( non sono bravo a parlare di fronte alla folla, non sono un buon oratore pubblico, sono noioso, ecc.) può sollevare ansia e aumentare la paura di parlare in pubblico. Alcune teorie fanno la distinzione tra orientamento alla performance e orientamento alla comunicazione. L'orientamento alla performance significa che vedi il parlare in pubblico come qualcosa che richiede abilità speciali mentre il pubblico assume il ruolo di giudice intento a valutare quanto siamo bravo come relatori. Al contrario, l'orientamento della comunicazione significa che l'obiettivo principale è esprimere le nostre idee, presentare informazioni o raccontare la nostra storia. Per le persone con questo orientamento, l'obiettivo è quello di raggiungere il proprio pubblico nello stesso modo in cui si avvicinano alle persone durante le conversazioni quotidiane. Quando l'attenzione si sposta dall'essere ascoltato e compreso alla valutazione, l'ansia tende ad essere più alta.


3. Situazioni

Mentre ci sono persone che per natura tendono ad essere più ansiose, o persone che non pensano di essere brave a parlare in pubblico, ci sono alcune situazioni che possono rendere la maggior parte di noi più apprensivi in contesti di performance.

-Mancanza di esperienza. Come per qualsiasi altra cosa, l'esperienza crea fiducia . Quando non hai speso ancora molte ore sul palco hai più probabilità di provare paura di parlare in pubblico.

-Grado di valutazione

Quando esiste una componente di valutazione reale o immaginata nella situazione, la paura è più forte. Se stai parlando di fronte a un gruppo di persone che hanno i moduli di valutazione pronti da compilare, potresti ad esempio sentirti più ansioso.

-Differenza di stato

Se stiamo per parlare di fronte a persone di "livello" più ealto rispetto al nostro (ad esempio, persone sul posto di lavoro in posizioni più elevate o gruppi di professionisti affermati nella nostra linea di lavoro), potremmo sentire una dose più alta di paura che attraverso il nostro corpo.

-Nuove idee.

Se portiamo idee che non abbiamo ancora condiviso in pubblico, potremmo sentirci preoccuparti di più perchè non abbiamo ancora un'esperienza su come le persone le valuteranno.

-Nuovo pubblico.

La paura può sorgere quando il pubblico di cambia e la sua composizione risulta a noi sconosciuta. Se ci trovi di fronte a un pubblico molto diverso dalle persone con cui di solito siamo abituati a parlare, la nostra sicurezza potrebbe avere delle flessioni.


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4. Competenze

Molte persone si considerano naturalmente buoni oratori, ma c'è sempre spazio per la crescita. Le persone che lavorano sulle loro capacità, invece di fare affidamento su talenti naturali, sono gli oratori che spiccano di più. Esistono molti approcci diversi per migliorare questa serie di abilità e aumentare la competenza nel parlare in pubblico. Una maggiore competenza porta ad una maggiore fiducia, che è un efficace antidoto alla paura. Tuttavia, la fiducia da sola, purtroppo, non si traduce linearmente in un efficace public speaking.


Se fino a questo punto tutto è chiaro la prossima domanda logica è: come possiamo vincere questa paura e migliorare il nostro parlare in pubblico?  Una volta chiarito il nostro obiettivo di base e avere definito cosa vogliamo ottenere dalle nostre apparizioni in pubblico molti spunti interessanti potranno essere trovati all'interno della nostra pubblicazione: Evoluzione del Public Speaking e Classificazione del relatore Efficace.


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Michele Micheletti


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